Getto un sasso a chi lo sa cogliere (e il buon vecchio Morkai lo sa sicuramente fare…). Recentemente ho giocato poco a Giochi di Ruolo di qualsivoglia natura, ma di certo ho maturato in me un odio smisurato per i MUD dal vivo, come qualche volta mi va di chiamare certi giochi di ruolo che, ahimè, anche miei buoni, vecchi amici continuano a giocare.
E allora, lurkando it.hobby.giochi.gdr mi sono appena imbattuto in due titoli interessanti, distribuiti da Narrattiva (notare, non casuale, la doppia “T”), ovvero “Cani nella Vigna” e “Avventure in Prima Serata”.
A proposito, consiglio un’occhiata alla Teoria GNS . Io, ovviamente, sono un “N”
Mitakuye Oyasin!
PS: Qualcuno salvi il buon Ale e gli faccia conoscere questi giochi!
Non sono sicuro di essere riuscito a cogliere il sasso

La mia pigrizia innata mi ha impedito di appassionarmi al GRV o LiveMUD (fango vivente?), ho partecipato a qualche live di Seconda Fondazione, ho provato anche con Vampiri ma niente, la scintilla che anima il giocatore e che lo spinge a “tornare sul luogo del delitto” non è scoccata
Non posso certo parlare di odio, più che altro refrattarietà.
Mi incuriosisce sapere invece l’origine del tuo “odio smisurato” e quale aspetto in particolare lo ha scatenato
“Cani nella Vigna” mi sembra un gioco che calza a pennello con la tua passione per l’ambientazione western. Non so quanto sia in grado di catturarmi, “Avventure in Prima Serata” sembra più in linea con i miei gusti
Resto un po’ perplesso sulla necessità di un “nuovo” gdr, mi sembra un inutile reinventare la ruota. Ci sono molti sistemi di regole maturi e collaudati (D&D 3 ed, GURPS, etc.) che hanno solo bisogno di una ambientazione e delle relative avventure/campagne.
Nella teoria GNS penso di potermi definire S anche se i contorni sono un po’ sfumati. Mi piace che il mondo in cui sono “immerso” quando gioco sia coerente, a volte tocco delle punte maniacali in cui mi scopro a cavillare sull’insensatezza dell’economia di una città, analizzare i risvolti socio-culturali della diffusione della magia… sì, sono un Simulazionista!
Ho avuto i miei periodi G (il primo D&D) e N (Vampiri) ma ho finito con essere un S
Qualcuno ha definito la nuova edizione di D&D un ottimo gioco di miniature. Io trovo la definizione attagliata anche alla 3.5 per quel poco che ci ho giocato e, a memoria, anche le vecchie edizioni, con il senno di poi, sono a mio modo di vedere tali. Or magari comunque con la 4a edizione abbiamo toccato l’eccellenza.
Il mio odio nasce dal fatto che non poche volte, in tornei o eventi che si definivano seri, la Regola ha fatto la differenza (memorabile il master che ebbe quasi un orgasmo quando uno dei giocatori “prese 20″ — ma vaffanculo! — o quello che siccome le regole dicevano che una bomba a mano ha una gittata di 9 metri sostenne che il mio soldato (2a guerra mondiale) non poteva assolutamente coprire i 30 metri lanciando la bomba — testa di minkia -).
Quindi i free form o comunque con poche regole sono i giochi per me. Giochi in cui la storia è più importante della Regola e dove la regola deve solo essere funzionale alla storia. Ma ovviamente, de gustibus…
Per quanto riguarda il LiveMUD era un modo usuale per definire i giochi “parpuzio”
Ora mi è un po’ più chiaro cosa intendevi
Io adoro i boardgame come Descent o Starquest, mi piacciono i giochi di ruolo come D&D e GURPS, mi diletto con giochi di carte come Munchkin e BANG!
Ma mi sembra di capire che il nocciolo del problema sia “il gdr trasformato in boardgame” ovvero distruzione totale di trame e sottotrame, PG “appiattiti” ad una lista di numeri e statistiche, nulla al di fuori dell’applicazione asettica di regole, tabelle e tiri di dado .
Convengo che D&D si presta facilmente alla “MUD-izzazione”, ho dato una rapida letta alla 4a edizione e posso dire che è la perfetta trasposizione in carta, matita e dadi di un videogioco
A questo punto però devo mettere in chiaro una cosa: giocare di ruolo o MUD-are non dipendono dal sistema di gioco (anche se aiuta) ma da giocatori e arbitri/master/narratori.
Un master sa (o dovrebbe sapere) che le regole servono a creare un mondo coerente e “realistico” ma se sono d’intralcio alla trama si aggirano, si interpretano o si infrangono senza pudore
I freeform e simili non mi attirano, preferisco un regolamento solido e collaudato che posso limare o adattare all’idea di campagna/avventura che ho in mente.
Ho postato il tuo commento!
Mi dispiace, ma ho visto troppe (e davvero TROPPE) sessioni di gioco che si sono distinte per essere state completamente assorbite da combattimenti e tiri di dadi. E questo è il motivo per cui odio i regolamenti che impongono troppe regole. Il dado, o chi per esso, insomma l’elemento randomico, ha il suo fascino e la sua utilità, ovvio, ma un tiro di dado sarebbe spesso sufficiente per risolvere un po’ tutto, senza esagerare nell’approssimare una realtà che non è avvicinabile.
Mi ordino Cani nella vigna e l’altro giocherello, poi ti faccio sapere!