Facciamo un gioco. Facciamo che domani voglio andare da Milano a Roma, non sono ricco e ritengo che il treno sia il mezzo più economico ed ecologico in Italia. E mi fido del signor B, che ha rilanciato i trasporti ferroviari in Italia.
E allora, via sul sito delle vecchie e mai abbastanza compiante Ferrovie dello Stato, ora Trenitalia S.p.A. (ma quanto fa figo avere questa sigla in fondo al titolo?). Imposto la ricerca. Voglio essere a Roma nel pomeriggio di domani ma non posso essere in stazione prima delle 8. Poco male, eviterò almeno l’orario di punta.
Incredulo osservo i risultati della ricerca: tra le 8 e le 11 ci sono 10 treni che vanno a Roma. Fantastico, mi sembra un sogno! Posso scegliere l’orario che preferisco! Eppure qualcosa non va… cosa sarà mai quel simbolino che compare nella colonna “categoria”?
Ma certo, è l’alta velocità! Che alla modica cifra di 89,00 euro mi porta a Roma in meno di 4 ore (a volte meno di 3). Ma io con 89 euro ci vado in macchina a Roma, cribbio!
Non esistono gli intercity? Ebbene si, alle 10,50, decimo treno della carrellata, un intercity, che per poco più della metà (46 euro) mi porta a Roma in sole 6 ore e trenta. Si ma alle 10,50 è tardi…
Ebbebe, in effetti l’alternativa all’Alta Velocità esiste, ma è piuttosto sporadica. A Lodi, da dove in effetti sarei voluto partire, si fermano molto pochi Intercity e quindi le mie possibilità di spostamenti “economici” in orari umani è piuttosto limitata. Ma dico io, va bene l’alta velocità, ma i prezzi non sono un po’ troppo alti? 89 Euro sola andata sono quasi 180.000 delle vecchie lire.
Sono in vena di giochi di ruolo oggi (sarà astinenza?), quindi ipotizziamo che per lavoro mi mandino a fare un corso di 4 settimane a Roma, dove io non ho contatti e quindi gradisco tornare a casa il fine settimana. La mia ditta mi paga il primo viaggio di andata e l’ultimo di ritorno, quindi mi accollo solo 3 viaggi A/R nei fine settimana intermedi: facento altri due conti, sono 89 euro per tratta, quindi 6 tratte, quindi 89 moltiplicato 6 fa 539 euro tondi, che su uno stipendio medio di 1200 euro sono un po’ tanti, o no? Oddio, posso anche dimezzare la spesa con gli intercity, a patto di trovare orari decenti e accettare che il mio venerdì sera sia in viaggio così come tutta la domenica.
E difficilmente si riescono ad ottenere tariffe agevolate per gli Alta Velocità, anche prenotando in anticipo. O almeno, questo è quello che penso, memore dei famosi biglietti in super offerta dei “vecchi” Eurostar che nonostante una settimana o due di anticipo non sono mai riuscito a trovare, fino a quando Trenitalia si è dignitosamente convinta a elimanare quell’offerta che, oltra ad essere a mio parere solo uno specchietto per le allodole, faceva pure incazzare non poco i clienti per la beffa di pubblicità che promettevano sconti faraonici con offerte che poi in realtà erano limitate a pochissimi posti, o almeno questa era l’impressione che ne aveva chi cercava di accaparrarsele.
Ma ovviamente, come dice il titolo di questo post, questi sono solo sproloqui. E quindi come tali vanno letti!
Mitakuye Oyasin.
Benvenuto nel meraviglioso mondo di Trenitalia
Anni ed anni di pendolarismo versiliese mi hanno insegnato parecchio sul viaggio ferroviario. Facciamo un esempio, tratta Bassano del Grappa — Pietrasanta ed ominide scarsamente dotato di pecunia, quando ho cominciato a viaggiare pagavo 15,44 euro usando solo i regionali mentre oggi pago 18,10 euro, durata media 7 ore. Se oggi cerco sul sito di Trenitalia la stessa tratta mi viene proposto un viaggio della durata media di 5 ore abbondanti che comprende un ES-AV alla modica cifra di 46,60 euro. Ai lettori del blog giudicare se è equo pagare più del doppio per risparmiare circa un’ora e mezzo di viaggio, che è +/- il tempo perso in stazione a causa del gran numero di cambi