Soul Kitchen (no, oggi non sproloquio, ma grazie per averlo chiesto)

Soul Kitchen (no, oggi non sproloquio, ma grazie per averlo chiesto)

Come recen­te­mente scritto in un com­mento sul blog del buon Tony, domenica scorsa mi hanno por­tato al cin­e­matografo a vedere una pel­li­cola di asso­luto val­ore, che ones­ta­mente per la prima volta da tanto tempo non mi fa rimpian­gere gli €urini del biglietto.

Si tratta di Soul Kitchen (qui la scheda su mymovies.it) del reg­ista tedesco di orig­ini turche Faith Akin: è un film dinam­ico, movi­men­tato, asso­lu­ta­mente non banale che rac­conta una sto­ria tutto som­mato sem­plice ma che un po’ rap­p­re­senta il sogno nel cas­setto di molti: avere un bel locale e gestirlo con amore e ved­erlo crescere. Tutto incas­to­nato all’interno di un con­testo famil­iare com­pli­cato, relazioni sen­ti­men­tali che por­tano all’irrazionalità e gag asso­lu­ta­mente efficaci.

Qualche scena non è stata all’altezza del resto del film (uno psichedelico party verso la metà del film ral­lenta in maniera brusca il ritmo ser­rato che tut­tavia non aveva bisogno di essere fre­nato) ma nel com­p­lesso è stato sicu­ra­mente un ottimo film per iniziare il 2010.

Per evitare spoiler non aggiungo altro, ma il con­siglio è, dopo esservi gus­tati il trailer, di non las­cia­rvi scap­pare un film di asso­luto appeal, lon­tano dai fasti hol­li­wood­i­ani eppure così fresco e piacev­ole da sorprendere.

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